Osteopatia
Modelli Osteopatici
Questa descrizione dei modelli osteopatici è stata tratta dal documento “Parametri di riferimento per la formazione in osteopatia” stabiliti dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). L'approccio adottato dall'operatore di osteopatia per effettuare la diagnosi ed il trattamento si articola su cinque modelli principali, basati sul rapporto struttura- funzione. Di norma, tali modelli vengono combinati l’uno con l’altro allo scopo di costruire un quadro di riferimento che permetta di interpretare la rilevanza della disfunzione somatica all'interno del contesto dei dati clinici oggettivi e soggettivi. La combinazione scelta viene personalizzata per ogni paziente in base alla diagnosi differenziale, ad altri regimi terapeutici e alla risposta del paziente al trattamento.
  1. Il modello biomeccanico: Nel modello biomeccanico, il corpo viene considerato un'integrazione tra componenti somatiche in reciproco rapporto, le quali formano un meccanismo per la postura e l'equilibrio. La presenza di tensioni o squilibri all'interno di tale meccanismo può ripercuotersi sulla funzione dinamica, incrementare il dispendio di energia, alterare la propriocezione (il proprio senso della posizione e del movimento relativi delle parti corporee adiacenti), modificare la struttura delle articolazioni, ostacolare la funzione neurovascolare ed alterare il metabolismo. In questo modello gli approcci terapeutici, comprese le tecniche manipolative osteopatiche, vengono applicati per ripristinare la postura e l'equilibrio oltre che per perseguire un utilizzo efficiente delle componenti muscoloscheletriche.
  2. Il modello respiratorio/circolatorio: Il modello respiratorio/circolatorio concerne il mantenimento dell’ambiente sia extracellulare che intracellulare, per assicurare che nessun ostacolo impedisca l'apporto dell'ossigeno e dei nutrienti, né l'eliminazione degli scarti del metabolismo cellulare. La tensione del tessuto o gli altri fattori che interferiscono con il flusso o la circolazione di qualsiasi fluido corporeo possono influire negativamente sulla salute del tessuto. In questo modello gli approcci terapeutici, comprendenti anche le tecniche manipolative osteopatiche, vengono applicati per intervenire sulla disfunzione della meccanica respiratoria, della circolazione e del flusso dei fluidi corporei.
  3. Il modello neurologico: Il modello neurologico considera gli influssi della facilitazione spinale, della funzione propriocettiva, del sistema nervoso autonomo e dell'attività dei nocicettori (fibre del dolore) sulla funzione della rete immunitaria neuroendocrina. Viene considerato particolarmente importante il rapporto tra il sistema somatico e quello viscerale (autonomo). In questo modello gli approcci terapeutici, incluse le tecniche manipolative osteopatiche, vengono applicati allo scopo di ridurre le tensioni meccaniche, di equilibrare le afferenze neurali e di ridurre o eliminare gli impulsi nocicettivi.
  4. Il modello biopsicosociale: Nel modello biopsicosociale, vengono riconosciute le varie reazioni e gli stress psicologici che possono influire sulla salute e sul benessere del paziente. Tra questi sono compresi i fattori ambientali, socioeconomici, culturali, fisiologici e psicologici che influiscono sulla malattia. In questo modello gli approcci terapeutici, incluse le tecniche manipolative, vengono impiegati per intervenire sugli effetti e sulle reazioni ai vari stress biopsicosociali.
  5. Il modello bioenergetico: Nel modello bioenergetico, viene riconosciuto che il corpo cerca di mantenere un equilibrio tra la produzione, la distribuzione ed il dispendio di energia. Il mantenimento di tale equilibrio favorisce la capacità di adattamento del corpo ai vari stressori (immunologici, nutrizionali, psicologici, ecc.). In questo modello gli approcci terapeutici, incluse le tecniche manipolative, vengono impiegati per intervenire sui fattori che possono provocare scompensi nella produzione, distribuzione o dispendio dell'energia